Sextoys: vibratore rabbit e non solo

Come si usa il vibratore e cos’ è?

Oggigiorno secondo alcune ricerche 2 donne su 10 nella fascia di età compresa tra i 30 e i 40 anni farebbe uso di un vibratore, tra i più scelti prevale il vibratore rabbit, usato singolarmente o con il partner. Numerosi sessuologi sostengono che l’uso del vibratore all’interno delle coppie sia segno di complicità e che contribuisca ad mantenere la buona salute del rapporto. Questa visione dei sex toys, e del vibratore in particolare, si è affermata solo in tempi recenti. La sua funzione e il modo in cui questo è stato percepito dalla collettività ha seguito i mutamenti sociali e culturali verificatisi nel corso del tempo.

 

Le origini del vibratore (molto prima del rabbit)

 

Da trattamento medico a strumento emancipazione sessuale

Si ha notizia del primo vibratore fin dalla Grecia antica con il suo antenato, il dildo. La forma era la medesima, però non vibrava. Per avere qualcosa di più simile ad un moderno vibratore bisogna andare un po’ più avanti nel tempo, intorno alla prima metà del diciassettesimo secolo, quando nasceva uno strumento noto come tremoussoir, costituito da un meccanismo a molla. Di seguito la tecnologia si evolve, si apportano miglioramenti, nell’ 800 viene inventato il manipulator, strumento per il piacere femminile creato da un fisico statunitense, che sfruttava un meccanismo a vapore e ancora a seguire si utilizzano meccanismi elettromeccanici fino ad arrivare alla batteria.

Questi primi tentativi non avevano lo scopo di dare alla luce uno strumento pensato per il soddisfacimento di un bisogno sessuale. Sicuramente il loro obiettivo era quello di far giungere la donna all’orgasmo, però non per il mero piacere della stessa, ma per curare stati patologici come l’isteria. L’isteria era definita una malattia mentale che si manifestava con diversi sintomi legati al comportamento, come manifestazioni emotive alterate. All’epoca la donna che soffriva di tale disturbo veniva per cosi dire “curata” per mezzo della masturbazione praticatagli dal medico.

Nei primi anni del 900 il vibratore si afferma, quasi come fosse un elettrodomestico comune e viene prodotto e diffuso a livello industriale. La sua demonizzazione sociale avviene quando appare nei primi film pornografici degli anni venti del ‘900; al contrario negli anni ’60 della rivoluzione hippie diviene invece simbolo di emancipazione sessuale.

 

Il vibratore arriva ai giorni nostri

 

Un coniglio di gomma, un film, un app, un gioiello, il vibratore entra nell’ordinario

Sull’onta della globalizzazione post rivoluzione sessuale, tra l’abbandono dei vecchi retaggi e conservatorismi, si scopre oggi un mondo meno pudico. I vibratori sono commercializzati in ogni sexy shop ed è possibile trovarne infinite varietà sul web. Li troviamo anche al cinema, c’e chi ha pensato, infatti, di realizzare un film sull’origine del vibratore, si intitola Hysteria e tra gli interpreti troviamo nomi celebri come Maggie Gyllenhaal e Rupert Everett.

Oltre ad un forte sdoganamento del suo ruolo peccaminoso il vibratore è divenuto un oggetto di design ed ha fatto il suo ingresso nella tecnologia. Esempi piuttosto bizzarri sono il cosiddetto Vesper di Crave, un vibratore che però ha anche una funzione ornamentale, può, infatti, essere portato al collo della donna come un pendente. Che dire poi dello sviluppo di accessori come il Dildo Selfie Stick, il bastone per autoscatto applicabile sul vibratore per immortalare l’orgasmo. E ancora l’Izivibe, uno strumento da applicare sullo smarthphone per trasformarlo in un sex toys.

Infine tra tutti i migliori vibratori, il vibratore rabbit è il sextoy più scelto, più venduto e più amato dalle donne, che sia a borsetta o standard “i love rabbit”.